
venerdì 26 dicembre 2008
mercoledì 24 dicembre 2008
lunedì 22 dicembre 2008
sabato 29 novembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Periodo di abbandoni e liberta'
Occasionalmente percorro strade sconosciute e mi trovo alla porta di casa tua, l'uscio e' accostato e con un po' di timore per cio' che potrei trovare , entro.
Mi accoglie una Signora dallo sguardo vagamente triste, una Signora appena conosciuta attraverso le tue parole, sorrido a quegli occhi dolci che sembra vogliano incoraggiarmi a proseguire, cosi' mi addentro attraverso tormentati corridoi e stanze piu' o meno buie e con sorpresa mi accorgo che il mio cuore non accelera i battiti, che il dolore e' scomparso, che posso camminare e guardarmi intorno senza trasalire ad ogni svolta.
Colgo, in giro, delicate tracce di me, sono lì dove avrei voluto trovarle, un sorriso si fa strada e sento di doverti ringraziare, perche' tutto il dolore non è andato sprecato, perche' cosi' e' aver dato tanto ma anche ricevuto in cambio, niente si e' perduto e dopo l'abbandono , il tormento, mi sento libera, libera di gettare vecchi orpelli che ancora mi soffocavano.
Adesso aspetto che torni (ci conto) a leggere queste frasi che devo a me stessa, con un augurio di cuore di "Buon vento" a te.
martedì 25 novembre 2008
mercoledì 22 ottobre 2008
giovedì 16 ottobre 2008
Giovedi' pensiero
Sul marciapiedi oscuro di notte ,corre un uomo verso la vanita' ,visione fugace inghiottita dalla strada .Luci evasive mi corrono incontro, senza che ci sia il tempo di un abbraccio,smarrita soppeso ogni parola, ogni offesa ,colpi brutali inflitti alla mia anima .Un plauso a te sconosciuto.
martedì 7 ottobre 2008
...Dove si parla del blu
Il blu colora i miei colori si allarga e si fa spazio si insinua sensuale mi copre e traspare macchie di blu luccicante nei miei occhi si pavoneggiano come gioielli preziosi e mi confondono.E' un dono il blu...nel cielo e nel mare nelle figure dipinte appese sui muri di casa nelle lenzuola di seta dove ogni notte mi avvolgo sognando mi toglie il fiato il blu
Lunedi' pensiero
Cerco l'essenza di me stessa dentro parole gettate in aria, essenza profumata, essenza delicata, essenza ritrovata poi persa di nuovo.Mi legano lacci e il cotone nella bocca mi soffoca ho un macigno che pesa sul petto, voglio gridare la mia verita' ma incontro passanti distratti assorti nel loro pensiero e nessuno che ascolti, magari non escono parole ma suoni estranei che si frantumano in una miriade di particelle minuscole come la schiuma di un agitato mare d'inverno.
mercoledì 24 settembre 2008
Sunset
Tramonto
The day is gone when the angels come to stayIl giorno e' andato quando gli angeli scendono per restare
And all the silent whisper will be blown awayE anche i sussurri piu' silenziosi saranno soffiati via
And lying in the corner a pair of high heel shoesAbbandonate nell'angolo un paio di scarpe a tacco alto
Hanging on the wall gold and silver for the blueAppesi al muro ori e argenti sfumano nel blu
One too many wasted sunsetUno troppi tramonti sprecati
One too many for the roadUno troppi gettati per la strada
And after dark the door is always openE scesa l'oscurita la porta e' sempre aperta
Hoping someone else will showNella speranza che qualcuno entri
Someone is waiting behind an unlocked doorQualcuno aspetta dietro una porta socchiusa
Grey circles overhead empties on the floorCerchi di lacrime grige si svuotano sul pavimento
The cracks in the wall have grown too longLe crepe nel muro sono troppo grandi
The slow hand is dragging on afraid to meet the dawnLa mano lentamente si trascina impaurita di incontrare l'alba
One too many wasted sunsetUno troppi tramonti sprecati
One too many for the roadUno troppi gettati per la strada
And after the dark the door is always openE scesa l'oscurita' la porta e' sempre aperta
Hoping someone else will showNella speranza che qualcuno entri
giovedì 18 settembre 2008
Giovedi' pensiero
Esplodono infinitesimali frammenti di me,straniera osservo dal di fuori il repentino susseguirsi degli eventi, corrotto girotondo di esistenza.Dentro un clamore di suoni discordi che inaspettati attraversano il mio corpo, lame taglienti o sottintese macchie di colore si perdono oltre, all'infinito, particelle guaste,essere che si disfa e ricompone.
giovedì 4 settembre 2008
Dedicato a me...
Caparbia dipingo, su tele nitide e bianche, un mondo irreale che esiste solo nella mia fantasia,dove la vita ha il profumo della brezza mattutina e lascia intravedere il sole oltre le nuvole, dove non aspetti di morire per vedere il paradiso, dove non esiste la solitudine perche' ognuno abbraccia il cuore di chi ama, dove la liberta' non e' solo utopia e puoi volare leggera senza pesi nell'anima.Dipingo sui muri freddi e macchiati di muffa,mi allungo e mi sposto piano, fino a che la mia catena permette e imbratto il mio viso per mascherare questa enorme tristezza... Di questo sogno mi sfamo e mi vesto.
... da un'amica
venerdì 29 agosto 2008
Sfogliando l'album delle fotografie

Mi sistemo al centro e sono meta'.
Cappuccetto Rosso guarda schiva e dubbiosa verso il mare, digiuna del futuro.
Occhi luminosi ricercano nell'ombra, lo sguardo perso su tappeti di rose calpestate da passi irresoluti di tacchi altissimi, che seducenti si esibiscono sotto caviglie sottili.
Mi sdraio prona e ti aspetto,odorosa di foglie autunnali, nella luce fioca della vetusta stazione.
Venerdì pensiero
Son qui, pensiero senza pensieri,qui che ascolto la mia musica, sono le mie parole che suonano e rimbombano, che parlano e ridono, che odiano e fanno male.Desiderio di solitudine, stanotte e' piu' sentito che mai e' anche piu' vero che mai.Amy canta "l'amore è un gioco a perdere" e' cosi dolce quella voce un po' nasale, sembra entrarmi sottopelle ma ho smesso di interrogarmi sull'amore,sulle persone,non riesco ad ammettere i miei difetti come faccio ad accettare quelli altrui?Non perdono mai niente ma forse e' solo perche' ho gia' perdonato troppo,o non trovo dolcezza?o solo una spalla per appoggiarmi un solo istante, uno solo.Adesso suona un tango,lo associo alla passione, al rosso,al nero,al buio,gambe intrecciate, labbra che si sfiorano,desiderio caldo...
venerdì 22 agosto 2008
Sleeping in the fire
Touch,touch in the flame's desire
Feeling the pain's denial,
And your finger's in the fire.
Look,look in the candle light
See in the flame of life
And my spell is so alive
Taste the love, the Lucifer's magic that makes you numb
The passion and all the pain are one
You're sleeping in the fire
Taste the love, the Lucifer's magic that makes you numb
You feel what it does and you're drunk on love
You're sleeping in the fire
I gaze as the flame and fire burn
And cry out the name of which i yearn
Taste the love, the Lucifer's magic that makes you numb
The passion and all the pain are one
You're sleeping in the fire
Taste the love, the Lucifer's magic that makes you numb
you feel what it does and you're drunk on love
You're sleeping in the fire.
Anonimo
venerdì 11 luglio 2008
Venerdi' pensiero
Crescono strane piante secche sui muretti terrosi della strada,dietro ai quali filari di viti giocano a nascondino. Ciuffi di rosmarino e finocchio selvatico fanno bella mostra di se e al tuo passaggio, i cani avvolti in calde nuvole di polvere,ti rincorrono abbaiando. Arrivati sulla grande curva il sole acceca, non sei mai pronta per tutta quella luce, uscendo dalla boschiva penombra e li'... nel bosco, ho conosciuto un re, un re vestito d 'arancio e mandorle, un re saraceno, occhi neri, riccioli scuri inanellati ed un sorriso aperto.Tenero e' il re vuole giocare e mi ha baciata,forse e' solo un giullare.
Unico accadimento degno di nota.
domenica 6 luglio 2008
martedì 24 giugno 2008
sabato 21 giugno 2008
martedì 17 giugno 2008
venerdì 23 maggio 2008
Colore del mare dimentico
Pozze verdi acqua
splendenti di maliziosa luce
si perdono
con noncurante abbandono
nei miei occhi verdi
Seducente lo sguardo,
immemore mi spoglio
di orgoglio e vanita',
mi smarrisco
e piu' non c'e' colore.
![rose5post[1]](http://rosespinepensieri.files.wordpress.com/2008/05/1bb620ce8607352428d608807c1f7714.jpeg)
Si dice che chi ama dimentichi
il colore degli occhi dell'amato,
perche' si perde in essi.
domenica 18 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
LA REGINA DELLE NEVI
Hans Christian Andersen
Tanto, tanto tempo fa, c’erano un bambino chiamato Kai e una bambina chiamata Gerda. Vivevano porta a porta e si volevano molto bene. Fra le due case c’era un giardino nel quale i due ragazzi giocavano tutta l’estate tra i fiori. Il fiore preferito di Gerda era la rosa e lei aveva perfino inventato una poesia dedicata a Kai:
«Le rose non perdono il profumo mai e amici per sempre saran Gerda e Kai.»Durante l’inverno, sedevano accanto alla stufa ad ascoltare le storie che la nonna di Kai narrava sulla perfida Regina delle Nevi: «Vola nella grandine e ricopre i campi di neve. Paralizza i fiori con la brina e ghiaccia i fiumi. Il suo cuore è di ghiaccio e vorrebbe che anche quello degli altri fosse come il suo.»Una sera, mentre la nonna parlava, il vento fischiava intorno alla casa e una finestra si spalancò. Una folata di grandine colpì Kai al viso e una scheggia di ghiaccio gli entrò in un occhio e gli arrivò fino al cuore Lì per lì Kai dette un grido di dolore. Ma pochi momenti dopo stava ridendo di nuovo. E Gerda non ci pensò più.
Il giorno dopo, Kai stava andando a giocare nella piazza del paese con gli altri ragazzi.
«Posso venire anch’io?» gli chiese Gerda. Ma Kai si rivoltò con uno scatto: «No davvero. Sei solo una ragazzina stupida.» Gerda rimase molto ferita da queste parole. Ma come poteva sapere che la scheggia penetrata nel cuore di Kai glielo aveva reso di ghiaccio?
Uno dei giochi favoriti dai ragazzi era quello di legare gli slittini ai carri dei contadini e farsi così trascinare sulla neve, ma quel giorno, sulla piazza, c’era una grossa slitta bianca, col conducente avvolto in una bianca pelliccia. «Questo è meglio del carro dei contadini», pensò Kai e legò il suo slittino alla parte posteriore della slitta bianca.
La slitta si mosse, sempre più veloce finché Kai cominciò a spaventarsi. Voleva slegarla, ma non poteva sciogliere il nodo. Correvano sempre più lontano,oltre i confini del paese, volando nel vento. «Aiuto! Aiuto!» gridava Kai, ma nessuno lo sentiva.
Filarono via per ore, poi all’improvviso la slitta si fermò e il conducente si alzò in piedi. Era una donna alta e sottile vestita tutta di neve. Kai la riconobbe subito. Era la Regina delle Nevi!> Mise Kai sulla slitta vicino a lei e lo avviluppò nel suo mantello. «Tu hai freddo», disse e lo baciò in fronte.
Il suo bacio era come il ghiaccio, ma lui non sentì più freddo.
La guardava e pensava che nessuna al mondo era più bella della Regina delle Nevi. Infatti era stata proprio lei a mandare il vento che aveva fatto entrare il ghiacciolo nel cuore di Kai, che ora era un blocco di ghiaccio. Kai aveva già dimenticato Gerda, la nonna e la sua casa.
Gerda pianse amaramente quando Kai non tornò a casa. Tutti dicevano che era sicuramente morto, sepolto chissà dove nella neve. Gerda aspettò tutto l’inverno, ma Kai non tornò.
Alla fine, arrivò la primavera e Gerda ricevette in dono un paio di scarpette rosse. Se le mise e andò fino al grande fiume. «Avete visto il mio amico Kai?» chiese alle onde. «Vi darò le mie scarpette rosse se mi dite dov’è.»
Le onde annuirono con le loro creste spumeggianti. Essa allora montò su una piccola barca attraccata fra le canne, e lanciò le scarpe nell’acqua, più lontano che poté. In quel mentre, la barca si allontanò dalla riva e cominciò a correre lungo il fiume. Gerda aveva paura, ma non osava saltar giù. «Forse la barca mi porterà da Kai», pensò.
La barca trascinò Gerda giù lungo il fiume, fino a una casetta dal tetto di paglia circondata da un giardino di ciliegi.
Una strana vecchia signora, con un gran cappello in testa, uscì dalla casetta e con il suo lungo bastone ricurvo agganciò la barchetta e la tirò in secco. «Povera bambina», disse a Gerda. «Come mai stavi navigando tutta sola per il mondo?»
Gerda raccontò la sua storia alla vecchia signora e le chiese se per caso avesse visto Kai.
«Ancora non l’ho visto, cara, ma sono sicura che verrà molto presto.» La portò in casa e le offrì delle ciliege. E mentre Gerda mangiava, la vecchia signora le pettinava i capelli.
Ora, dovete sapere che in verità la vecchia signora era una maga, che si sentiva molto sola, e perciò desiderava tenere Gerda con sé. E con il suo pettine magico aveva cancellato tutti i suoi ricordi, perfino quello di Kai!
I giorni passavano e Gerda giocava nel giardino dei ciliegi.
Ma, una mattina di sole, mentre girellava tra i fiori del giardino, vide un cespuglio pieno di boccioli di rose. Gerda baciò le rose con trasporto e si ricordò immediatamente di Kai. «Sono rimasta qui troppo a lungo!» gridò e la sua voce disturbò una grossa cornacchia nera che gracchiò: «Che succede ragazzina?»
«Devo trovare il mio amico Kai. L’hai forse visto?» «Un ragazzo è passato di qui la settimana scorsa. Ha fatto innamorare di sé una principessa e ora è principe anche lui. Vivono in un bel palazzo non lontano da qui.» «Oh, sarei proprio felice per Kai se fosse diventato un principe», rise Gerda. «Puoi mostrarmi la strada per raggiungerlo?»
E la cornacchia accompagnò Gerda fino al palazzo. Poi si appollaiò sulla sua spalla e insieme salirono su una lunga scala buia e arrivarono nella camera del principe. Gerda guardò il principe addormentato e scoppiò in lacrime: «Ma non è Kai! Dovrò continuare a cercarlo e sono così stanca!» Il suo pianto svegliò il giovane principe e la principessa che si stupirono moltissimo alla vista di una fanciulla in lacrime ai piedi del loro letto e con una cornacchia sulla spalla, per di più.
Ma ascoltata la sua storia furono molto comprensivi.
«Ti darò il mio vestito più bello per rallegrarti» disse la principessa. E io ti darò il mio cocchio d’oro» disse il principe, «così potrai viaggiare più velocemente e trovare al più presto il tuo amico.»
Con la carrozza del principe, Gerda si avventurò in una cupa foresta, ma la vettura dorata riluceva troppo fra gli alberi e dei banditi la videro. «È oro, oro!» gridavano, e al primo crocicchio la circondarono.
Tirarono giù Gerda dalla carrozza e la portarono nel loro covo. Sulla soglia c’era una bambina dagli occhi neri che era la figlia del capo dei banditi.Quando si resero conto che Gerda non era una ricca principessa e che non c’era niente da rubarle, decisero di ucciderla.
«Oh no, non lo fate!» gridò la figlia del bandito. «Giocherà con me e io potrò indossare i suoi bei vestiti!» Il capo dei banditi si accigliò. «Va bene, ma la terrò sotto chiave perché non scappi e non denunci il nostro nascondiglio.»
Quella sera Gerda raccontò alla sua nuova amica la storia di Kai. Mentre parlava, le colombe che stavano appollaiate sulle travi e una vecchia renna, sentirono tutto.
Dopo un po’ una delle colombe disse: «Cuu, cuu, noi abbiamo visto il piccolo Kai. Era sulla slitta della Regina delle Nevi e andava verso la Lapponia.» «È vero», disse la renna. «Io ci sono nata in Lapponia, dove tutto scintilla di neve e di ghiaccio e la Regina ha il suo palazzo estivo.» «Devo andarci subito!» esclamò Gerda. «Ora capisco perché Kai è stato così duro quel giorno. Il suo cuore era già di ghiaccio.»
I ladroni dormivano; la figlia del capo scivolò furtivamente vicino al padre che russava e gli rubò la chiave della porta. «Porta Gerda in Lapponia» disse alla renna «E aiutala a ritrovare Kai.»
La renna era felicissima di tornare a casa sua e corse via per brughiere e paludi. Viaggiarono per diversi giorni e infine arrivarono nella gelida Lapponia. Faceva un freddo terribile e dappertutto c’era ghiaccio e neve.
«Guarda laggiù!» gridò Gerda. In lontananza, il palazzo estivo della Regina delle Nevi scintillava come una montagna di diamanti.
Intanto, nel Palazzo, la Regina aveva fatto di Kai il suo schiavo.
Era una donna fredda e dispettosa e lo costringeva a lucidare continuamente i grandi pavimenti gelati. Kai avrebbe pianto, se il suo cuore non fosse stato di ghiaccio. Poi un giorno la Regina delle Nevi dette a Kai dei ghiaccioli e gli disse:
«Se con questi riesci a formare la parola ETERNITÀ, può anche darsi che ti lasci libero.» Poi volò via. Kai venne lasciato solo con i ghiaccioli. Le sue mani erano livide dal gelo ma lui non sentiva freddo.
Stava ancora tentando di formare la parola ETERNITÀ quando Gerda trovò la strada che conduceva al palazzo e alla grande sala ghiacciata.
«Kai» gridò. «Finalmente ti ho trovato!» E gli gettò le braccia al collo. Ma Kai rimase impassibile. «Chi sei? Che ci fai qui? Vattene e non mi toccare.»
Gerda non gli diede retta. Malgrado gli sguardi ostili continuò a stringerlo a sé e pianse lacrime di gioia. E mentre piangeva, le sue lacrime calde caddero negli occhi di Kai... e sciolsero il ghiaccio del suo cuore.
Kai si ricordò subito di lei. «Gerda! Sei tu!» e finalmente rideva.
Si abbracciarono e si baciarono e danzarono di gioia. Anche i pezzettini di ghiaccio danzavano e composero da soli la parola ETERNITÀ sul pavimento.
«Ora sono libero!» gridò Kai. «La Regina delle Nevi non ha più potere su di me. Il mio cuore è di nuovo mio!»
Gerda guidò Kai dove la renna stava aspettando. Sulla sua groppa fecero il viaggio di ritorno e quando arrivarono a casa era di nuovo estate.
E le rose del giardino erano in piena fioritura.
![7730701[1]](http://rosespinepensieri.files.wordpress.com/2008/05/24387eb5cbf7a31a0b9f461e4a0c9586.jpeg)
mercoledì 14 maggio 2008
mercoledì 7 maggio 2008
venerdì 2 maggio 2008
mercoledì 30 aprile 2008
Minimalista essenziale vuoto il lunedi' pensiero.Eppure dentro c'è molto: inadeguatezza, niente.Un senso di disagio e la mente bianca di luce assurda.Ho da dirti di un mondo e non mi chiami, ho da ascoltare un mondo e non ci sei e questo peso che si e' piazzato dentro e mi dilania non vuol saperne di andarsene, una bestia feroce, arrabbiata.Ci sono silenzi lunghissimi che attraversano le mie giornate e' come se tutti si accordassero per farle tacere e di nuovo tutti insieme per farle gridare di un suono stridente, sgradevole,un suono che rompe i timpani che esplode e si frantuma dentro.Il colore dei giorni passa dal bianco accecante al viola piu' cupo.
martedì 29 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
venerdì 18 aprile 2008
Toccami il cuore, toccami l'anima, mi sento sperduta in queste ore che si fanno piccole,stanotte e' come non avere tempo e' avvertire la mancanza e' restare senza fiato e' attendere sospesi a mezz'aria. Vorrei sentirti sopra, presenza reale ,vorrei che mi pesassi addosso tanto da farmi male, che mi schiacciassi da perdere il respiro, che mi toccassi insieme cuore ed anima.
Non smettera' di piovere.
martedì 15 aprile 2008
...Lei mi baciava il membro Di tutti i baci era il piu' casto
in quella purezza spoglia
che e' delle cose donateNon era omaggio di schiava
avviluppata nell'ombra
ma regalo di regina...
Carlos Drummond De Andrade
Trovo questo passo della poesia bellissimo e significativo, credo rappresenti cio' che ogni donna dona ad un uomo quando ama ed è proprio così che ogni uomo dovrebbe accogliere.
lunedì 14 aprile 2008
Stupida
Non parlarmi
![edenrose3[1]](http://rosespinepensieri.files.wordpress.com/2008/04/d7f06e008b3c12051ef07a5e979adf03.jpeg)
che mi fanno male
non voglio sentirli
ne' vederli
dimmelo in generale,
se prorio devi
raccontarmi di vita
parlami della tua
o meglio taci,
scopami
e lasciami lì sfinita.
Un braccio su
uno giu'
la tua mano tiene
la mia inchiodata al letto
le gambe imprigionate
tra le tue
mi sottometto
![glamiscastle[1]](http://files.splinder.com/14bfe7d51be563b902cfa44ec0eb543d.jpeg)
diventera' anche il tuo,
voglio godere
di te, del tuo respiro
del tuo sesso,
ma ti prego, ti prego
fallo adesso,
se lo chiedo cosi'
non lo farai
mi guardi dentro gli occhi
e dici:"Ancora non lo sai?"
Stupida!
Immaginifico e magnifico
fatto di testa di carne di cuore
mi leggi, mi ascolti,
mi tocchi, non baci
fai sesso, mi lasci lì senza parole.
Mi intrighi e deridi
l'amore decidi se farlo
se berlo o farmelo bere
mi apri la bocca
ci infili parole
mi entrano dentro
mi arrivano al cuore, al sesso,
l'amore ti prendi
l'offendi
mi affondi nell'anima
sono tua.
mercoledì 9 aprile 2008
martedì 8 aprile 2008
Alla fine parlare con gli estranei è piu' facile, parole senza facce,parole dimenticate in fretta che non arrivano da nessuna parte. Puoi far finta che siano importanti o non dar loro peso a seconda di come ti gira, insomma un mondo fantastico! Oggi volevo stare quieta ci ero quasi riuscita, ci sono riuscita ,ci riesco ancora,domani saro' diversa non mi riconoscero' mi guardero' allo specchio e non ci saro' io. Il disagio durera' qualche giorno, giusto il tempo per abituarsi ma ogni tanto è necessario andare a tagliare i capelli, se aspetto ancora li avro' lunghi come quelli di Isabeau e non si addicono ad una signora come me.
domenica 6 aprile 2008
![4019_b~Rosa-rosa-Posters[1]](http://rosespinepensieri.files.wordpress.com/2008/04/5bebe72cfca59349a9980de5b495f705.jpeg)
La mia colpa e' nelle spine,
non c'e' colpa nei miei fiori:
lasciami, o diletto, le spine,
e cogli i miei fiori.
Tagore
Tramontata e' la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza gia' dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.
Scuote l'anima Eros,come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero
Saffo
Son qui che scrivo e cancello e scrivo ancora, lo faccio davvero per me o spero che qualcuno riesca a dirmi la parola giusta?Non so piu' neanche cosa sento,rabbia, si ne ho tanta dentro e non poterla sfogare mi fa peggio.Mi sento usata, presa in giro, stupida.Chi dice di volermi bene si prende gioco di me e io continuo a crederci circondata da falsi amici e false persone. Illusa,illusa sulla vita, sulla gente, negli affetti, mi sento un burattino nelle mani crudeli di un burattinaio che mi tiene legata da sempre dentro il circo della vita, fatto di maschere oscene, dove tutti recitano una parte falsa.Forse non esisto, mi svegliero' e scopriro' che non esisto, che era tutta una commedia e i commedianti hanno recitato le loro parti fino in fondo e adesso inchinandoci tutti insieme raccogliamo gli applausi del pubblico.
giovedì 3 aprile 2008
...dello scrivere e dei commenti
mercoledì 2 aprile 2008
domenica 30 marzo 2008
martedì 25 marzo 2008
Martedi' pensiero
negativo
(la Pasqua mi ispira)
Non sono brava, non sono giusta, non aiuto il prossimo, non aiuto me stessa, insomma non sono adatta. La mia vita e' fatta di niente, non ho ideali percio' non combatto e allontano chi mi ama. Provo disprezzo, rabbia e certe volte un piacere sottile nel far male. Sono sbagliata e mi chiedo come qualcuno possa ancora amarmi, forse perche' non vede la bestia che c'e' in me o peggio crede che potra' addomesticarla.
CROCIFIGGETEMI!
Ma prima piantate i chiodi nei vostri polsi.
martedì 18 marzo 2008
Martedi' pensiero
La poesia dentro e il sole ti acceca, ti muovi per strada, hai la testa in un sogno, un bellissimo sogno, bambina chiusa nell'armadio, cullata, derisa, compatita, picchiata; ombra che protegge ma il tempo non e' piu' lo stesso tempo e ridi di te stessa e le parole scivolano addosso,segnando solchi profondi sui seni sterili e gli occhi.
Rinasci ancora e ancora non impari, accidia di vita,senza piu' forza ti lasci andare via e vaga melanconia ti prende.
sabato 8 marzo 2008
8 Marzo dedicato a...senza sapere come,ne' quando ne' da dove,
t'amo direttamente senza problemi ne' orgoglio:
cosi' ti amo perche' non so amare altrimenti
che cosi',in questo modo
in cui non sono e non sei,
cosi' vicino che la tua mano sul mio petto e' mia,
cosi' vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno .
Pablo NerudaSabato pensiero
Pare che oggi il tempo si dilati,stia sospeso e poi si infranga come una bolla di sapone.Una giornata al rallentatore,ieri sera bruciavo di rabbia,oggi il puzzle si va ricomponendo e guardo,guardo con occhi diversi a cose diverse. Arrivano stille da sconosciuti,inaspettate e bellissime frammentarie e illusorie,tu ti allontani...
Paris at night
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia
Paris at night
Trois allumettes une à une allumèes dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
Et l'obscuritè tout entière pour me rappeler tout cela
En te serrant dans mes bras
Jacques Prèvert
lunedì 25 febbraio 2008
sabato 16 febbraio 2008
giovedì 14 febbraio 2008
Ho sempre l'idea di essere sospesa in attesa di un accadimento che non arriva mai,di qualcosa che cambi l'ordine delle cose,che mi stupisca.
Aspetto.
Aspetto ore, giorni,mesi, aspetto Godot.Mi agito,sto ferma l'ansia mi incalza,provo a riflettere.
Riflettermi in uno specchio,non mi piaccio,non ti piaccio,non vi piaccio,sollevo mura e poi le buttò giu'.Fanculo a tutti ,a tutto,lo dico poi mi scuso,sembra brutto e neanche troppo giusto.
Giusto oggi e' una giornata di sole brillante.Ho deciso di essere contenta appesa a un filo della biancheria.
Oh che bel castello marcondirondirondello.....
Circondato da cespugli di rovi spinosi e da un profondo fossato come ogni maniero che si rispetti.Se abbasso il ponte levatoio e lascio che entri, ti trovi in salotti accoglienti,sedute comode,velluti e sete,risate tintinnanti e a volte pianti,parole che si infilano una dietro l'altra come vezzi di perle preziose, si espandono intorno,si appoggiano alle pareti di cristallo luccicante e lì si infrangono.Camminando ti perdi lungo immensi corridoi,una porta e ancora una,le camere da letto:materassi soffici,broccati cuscini e grandi finestre aperte sul mondo ma i caminetti adesso sono tutti spenti.E le cucine? Non ci sono piu'"il cuore caldo della casa".Ma attraverso scale di pietra strette e scivolose puoi arrivare fino alle segrete,stanze buie dove è facile perdersi e difficile entrare e in fondo a tutte,la segreta piu' segreta "la camera delle torture "dove spesso mi chiudo a farmi male.
Oh che bel castello marcondirondirondello... il tuo e' piu' bello...

mercoledì 13 febbraio 2008
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